ORATORIO

Oratorio "Giovanni Paolo II"

“Se non diventerete come i bambini…”

L’oratorio è una occasione propizia per incontrare i bambini e i ragazzi offrendo loro la possibilità di incontrare se stessi e di fare amicizia e comunione
con gli altri. Lo stesso Gesù ci insegna ad accogliere e seguire i piccoli per imparare anche da loro la Via verso il Regno:

“Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico:  se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.  Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.  E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me».
(Mt 18,2-5).

Perciò abbiamo voluto che la nostra Parrocchia – luogo privilegiato della presenza di Gesù –  fosse viva per presenza dei bambini e ragazzi accogliendoli ogni sabato dopo la catechesi presto la sala del “Terzo Giorno”, intrattenendoli con canti, giochi e altre proposte.

Il nostro Oratorio è legato all’ANSPI, quest’anno abbiamo avuto un gran numero di adesioni. Sempre in concomitanza con l’ANSPI, durante la primavera faremo il torneo di calcio intra-parrocchiale presso il “campetto” e perchè no, anche extra-parrocchiale per poter condividere con altri bambini e ragazzi la nostra esperienza di fede e di comunione.

L’ANSPI ci ha offerto anche la possibilità di fare anche una scuola di Teatro. La studieremo…

Con i ragazzi dell’oratorio faremo il possibile di partecipare al camposcuola unendo le nostre forze con altre parrocchie o con la stessa Diocesi di Anagni-Alatri.

I ragazzi devono sperimentare in questo percorso:
• L’affetto e la semplicità nell’accoglienza;
• L’ambiente familiare;
• La preghiera e i giochi;
• Il rispetto per l’ambiente e per gli altri.

Tutto questo è possibile grazie ai collaboratori assidui dell’oratorio.

Abbiamo inoltre voluto che l’oratorio portasse il nome di Papa Giovanni Paolo II.  Come diceva lui stesso nel suo libro “Varcare la soglia della speranza” del 1994: “Abbiamo bisogno della gioia di vivere che hanno i giovani: in essa si riflette qualcosa della gioia originaria che Dio ebbe creando l’uomo”.  Diceva ancora a Catania nel 1994: “A me piace sempre incontrare i giovani; non so perchè ma mi piace; i giovani mi ringiovaniscono”.

Per tanto, abbiamo motivo di poter seguire questo cammino; i nostri giovani sono il futuro della Chiesa e il futuro della nostra umanità.