«RALLEGRATEVI SEMPRE NEL SIGNORE»


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La nascita del Salvatore Gesù apre alla speranza i poveri, gli esclusi, gli emarginati; non possiamo far la parte di coloro che rimangono indifferenti verso questi fratelli disagiati.

In seguito alla colpa originale, tutta l’umanità ne porta e ne sente le pesanti conseguenze, che la spingono ad alimentare sotto diverse forme il profondo desiderio di un intervento divino che la sollevi dalla sua caduta. L’Antico Testamento ne è un testimone qualificato attraverso i suoi profeti, che mantengono vivo il desiderio e la speranza di tempi migliori. Isaia, in particolare, ne vede già l’attuazione, dichiarando di aver ricevuto «lo spirito del Signore Dio» attraverso una speciale consacrazione “con l’unzione” e la conseguente missione di “portare il lieto annunzio ai miseri”, annunzio di libertà e di “grazia” (I Lettura).
L’evangelista Giovanni proclama la manifestazione salvifica del Verbo e la conferma con la testimonianza diretta del precursore Giovanni, che presenta se stesso come continuatore della missione di Isaia e annuncia solennemente: l’Atteso sta “in mezzo a voi” (Vangelo). San Paolo richiede la dovuta attenzione circa “lo Spirito e le profezie”, per sempre presenti nella comunità cristiana, che ha tutti i motivi per essere sempre lieta e per rendere grazie in ogni cosa (II Lettura).
Tarcisio Stramare, osj

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