SANTA PASQUA. CRISTO, MIA SPERANZA, È RISORTO, ALLELUIA!


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“Mia gioia, Cristo è risorto”. Cosi san Serafino di Sarov, un monaco russo vissuto fra il 1700 e il 1800 era solito salutare quanti incontrava. E in quell’espressione intendeva racchiudere tutta la sua esperienza di solitudine, sofferenza, che era illuminata da una certezza: Cristo è risorto! In un certo modo il cammino quaresimale ha fatto sperimentare al popolo cristiano le medesime dimensioni, orientandole alla speranza che i momenti di buio nella vita non sono mai definitivi, perche ciò che resta è la luce della risurrezione. E come un momento di nascondimento, perche si riveli la gloria di Cristo e la nostra gloria insieme alla sua (II Lettura). In questo giorno di Pasqua, anche noi come Maria di Magdala corriamo nel buio delle vicende della vita quotidiana per trovare qualcosa che supera ogni nostra attesa: la pietra del sepolcro, al terzo giorno è rotolata e non c’è più nella tomba un cadavere, perche Cristo è il Vivente! (Vangelo). E, come gli apostoli, potremo attestare che chiunque crede in lui è perdonato e accolto nel suo amore (I Lettura). Tiberio Cantaboni 

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